Monday, January 31, 2011

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Egitto e petrolio: effetti disastrosi sul pianeta se si chiude il Canale di Suez


What happened Friday on the markets? Because the bags are dropped, dragging the negative performance in Asia opening tonight? What has made that were purchased many other currencies against the U.S. dollar? The answer, in our opinion, is the risk aversion.

Everything was born from the situation we are living in Egypt, all things considered one of the more moderate Muslim countries, and is spreading, or rather, it spread like wildfire throughout the world. The main fact that the markets are analysis lies in the possibility of being closed the Suez Canal, which, despite the fact that Egypt is not among the major oil-producing Middle East, he sees every day passing large amounts of black gold.

possible closure of this passage from the Middle East to Europe, because of delays in deliveries of raw materials, followed by increases in import price of crude oil resulting in increased levels of consumer prices. The thing that consumers need less than most industrialized nations of the Earth.

If we look at a graph, we immediately notice how they occurred of movements of key recovery, which led il WTI a guadagnare 5 figure (nel momento in cui scriviamo esso scambia a 89.55) ed il brent a risalire di un paio, arrivando a sfiorare quota 100.00. Nel caso in cui dovessimo assistere a forti salite delle quotazioni, ci potremmo trovare nella situazione in cui diverse banche centrali potrebbero doversi vedere costrette ad adottare delle decisioni di politica monetaria più restrittiva, per non dare modo alle pressioni inflattive di andare a pesare ulteriormente sulla già difficile situazione del consumatore medio, il tutto, chiaramente, a scapito della crescita e di tutte le manovre che si sono intraprese fin’ora per cercare di stimolarla.

Tutto questo ha fatto sì che si verificassero forti vendite del rischio, con acquisti incondizionati di franchi svizzeri e yen (che rafforzano, se mai ce ne fosse ancora bisogno, il proprio status di valute rifugio), seguiti anche da acquisti di dollari.

Ma quest’ultimi, dopo un GDP come quello rilasciato venerdì, è logico che salgano? Si sa che il Pil non è più, ormai da tempo, un leading indicator per l’economia, ma questo dato era molto atteso dal mercato, proprio per la singolarità del momento che si sta vivendo alla round the world. Esso è stato rilasciato inferiore alle aspettative degli operatori, lasciando sul campo 0.3 punti percentuali rispetto alle previsioni, ed attestandosi a +3.2%.

Il risultato però, se letto più a fondo e nello specifico, ci dà comunque buone indicazioni circa l’economia americana. Vediamo il perché. La risposta è abbastanza logica, nella sua semplicità: attività reali. I consumi personali e la vendita di beni reali sono aumentati.

Per quanto riguarda i primi, hanno mostrato un miglioramento del 4.4%, mentre il GDP meno i cambiamenti delle private inventories (meglio conosciute come la vendita finale di prodotti domestici) è aumentato del 7.1%, che se confrontato con lo 0.9% del terzo trimestre 2010 ci dà bene l’idea del cambiamento.

Questo significa che le scorte di magazzino vendute, sono state la maggior risorsa che ha inciso sul Pil, e l’implicazione più importante potrebbe essere quella che vede le imprese che dovranno ricostituire questi livelli di magazzino, andando a produrre con saggi di utilizzo della capacità produttiva migliori rispetto ai più recenti.

Adesso dobbiamo essere bravi a concentrarci più sul breve termine, visto che i traders sono soliti spostare la propria attenzione da una problematica all’altra, nel momento in cui credono che un "argomento di discussione/preoccupazione" sia stato scontato dai prezzi. Tutti i dati macroeconomici che verranno pubblicati questa settimana ci aiuteranno a capire meglio soprattutto la situazione economica americana, con l’attenzione che verrà concentrata soprattutto sui non farm payrolls, in uscita venerdì.

Il dato è atteso a +135k unit, which analyzes the trend of the last jobs created, should it be confirmed that would not be a big positive news, given the paucity of absolute number of new payroll created. To see a substantial change, there is nothing to do, serve larger numbers. Go to the first appointment with the technical analysis of this new week.

The situation changed over Friday, as we have seen above, leads to new considerations on the dollar. Against the single currency, we have seen a recovery that has exceeded that reference bullish that we were following precisely a few days. A chart of euro-dollar, 240 minutes for example, shows con evidenza come la discesa di venerdì, successiva ai dati e all’acuirsi della crisi in Medio Oriente, abbia permesso ai prezzi di superare la media mobile esponenziale a 21 periodi che da due settimane ha retto così bene i tentativi di superamento.

Questo potrebbe essere un primo segnale di interruzione del trend rialzista, in atto dal 10 gennaio scorso. Probabilmente potrebbe valer la pena, in questo particolare momento, allargare gli orizzonti e stare a osservare l’evoluzione con distacco non obbligandosi a fare del trading. Una fattore appare chiaro: al di sopra di 1.3750 i prezzi potrebbero subire una variazione positiva interessante, avendo per così tante volte provato il livello senza superarlo.

Si è also moved the USDJPY exchange, obviously in favor of the yen. In this case, the prices have been brought together with speed to the level of support that we are looking for a few days to 81.85-95. Decided to overrun the area, often during the time of increased volatility could lead to a new price return to the start level to just below the 0.91 figure: it still seems rather obvious that the change below 83.40 (on daily chart) is extended downward at risk at any time.

The two scenarios described above can not but have had a negative impact on the slope of the change EurJpy. The descent in this case was measured in more than 200 points and is not no good support fornito dal precedente 112.70. Il movimento veloce ha riportato all’attualità un livello molto preciso: parliamo di un’area prossima a 111 figura, dove sono coincisi una serie di massimi verso metà mese e dove, con una tolleranza di qualche punto, transita la media di lungo su grafico a 4 ore.

La ripresa del dollaro nei confronti della sterlina è risultata inferiore, probabilmente perché già i giorni precedenti il cambio ha subito un assestamento verso il basso. Troviamo due livelli interessanti per le prossime evoluzioni: nell’immediato il supporto più importante si trova a 1.5825, dove si concentrano i minimi più volte toccati da venerdì, mentre se osserviamo un grafico più nel medio periodo possiamo ipotizzare che 1.6015 si rivelerà la più importante resistenza statica a cui il cambio dovrà far fronte per uscire da questa situazione incerta.

Il minor calo della sterlina ha permesso al cambio EurGbp di oltrepassare il supporto indicato a 0.8585 dopo il tentativo mancato di settimana scorsa. Analizzando la salita del cambio dal minimo di 0.8285 sino al massimo di 0.8670, è possibile ipotizzare quale potrebbe essere un livello successivo di supporto interessante. Rimanendo in una situazione di inversione, come appare quella attuale, possiamo considerare il primo livello obiettivo di supporto a 0.8525 (esattamente il 38.2% di ritracciamento del movimento a rialzo appena descritto).

Anche il percorso rialzista mostrato dall’euro nei confronti del franco è stato compromesso con lo scivolone di venerdì. Il cambio è arrivato pericolosamente vicino al livello di supporto di 1.2770, rimbalzando poi di qualche punto. Continuiamo a considerare proprio quello appena visto, supportato successivamente da 1.2730, come livello al quale le sorti della moneta unica verrebbero messe a rischio nel medio periodo.

La particolare situazione di lateralità del cambio UsdChf permette una più facile individuazione di quelli che dovrebbero essere utilizzati come livelli nelle prossime ore. Troviamo un supporto a 0.94 figura ed una resistenza a 0.9480, suggeriti entrambi da una particolare coincidenza di massimi e minimi degli ultimi giorni di scambi. Come spesso osserviamo le strategie di breakout, posto che questa fase non crediamo possa durare a lungo, sembrano essere le migliori.

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